I Forum e i Cantieri

Nel 2012, Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, pone le basi per il “programma operativo” di Cittadellarte; “è ora di assumere la consapevolezza che il potere politico non sta soltanto nelle forme istituzionali elette in base alla rappresentanza, ma innanzitutto nelle migliaia di organizzazioni (dalle associazioni alle imprese, dalle fondazioni ai consorzi, ai comitati ai gruppi di lavoro e via dicendo); in esse infatti le persone passano ore e giornate e anni, e ogni giorno queste organizzazioni compiono scelte, prendono decisioni che concretamente impattano sulla vita di loro stessi e dei loro clienti o fornitori, dei loro soci, dei loro aderenti e membri e spesso anche delle loro famiglie. Ogni organizzazione è un microgoverno distribuito nel tessuto sociale. Le pratiche che in essa si compiono esercitano di fatto un potere di enorme portata. Il sogno della democrazia si realizza passando attraverso pratiche civiche, civili e quotidiane. Se il demos, cioè il popolo, arriverà ad avere realmente il potere, sarà attraverso l’organizzazione delle sue pratiche. Quindi, è ora di parlare di Demopraxia [Paolo Naldini, L’arte della Demopraxia, nel giornale di Arte al Centro di una trasformazione sociale responsabile, Edizioni Cittadellarte, 2012], per realizzare l’antico progetto (e la reiterata promessa) della democrazia”.

Cittadellarte e le Ambasciate del Terzo Paradiso assumono questa visione come la strada maestra per realizzare il Terzo Paradiso.


Forum Rebirth – L’Avana, 27-29 novembre 2017. Foto: Gabriel Guerra Bianchini

Il progetto demopratico nasce dunque a Cittadellarte e si sviluppa attraverso le Ambasciate del Terzo Paradiso.

Che cosa sono le Ambasciate del Terzo Paradiso?
Sono organismi sociali, cioè persone e gruppi, che attivano, coordinano e sviluppano nel proprio territorio le più varie attività al fine di dare concretezza a quello che il simbolo del Terzo Paradiso rappresenta.
Ognuna ha una propria vocazione, che naturalmente deriva dalle attitudini, inclinazioni, competenza, professione dell’Ambasciatrice/Ambasciatore: insegnante, ingegnere, amministratore, artista, architetto…

In che modo l’Ambasciata può avviare il percorso della Demopraxia?
Il percorso è costituito da almeno 4 fasi operative. Si inizia con una fase preliminare in cui ogni Ambasciata realizza una mappatura di organizzazioni attive nel proprio territorio.
 L’Ambasciata individua un gruppo di persone a cui affidare il compito di realizzare la MAPPATURA.
Attraverso questa mappatura si costruisce una geografia del territorio costituita da una documentazione identitaria di ciascun organizzazione. In questo modo, si raccolgono i dati di un numero consistente di organizzazioni da coinvolgere nelle successive fasi del processo demopratico.
Si tratta di raccogliere le testimonianze di queste organizzazioni e renderle visibili attraverso video-interviste, fotografie, testi, materiali promozionali e descrittivi, manufatti e prodotti emblematici.
Potrà essere utile realizzare la mappatura anche attraverso un bando, una call aperta.
L’insieme di questi materiali si traduce in una esposizione, virtuale quando non in un luogo fisico e accessibile, significativo per i cittadini e per un periodo di tempo di alcuni mesi.
L’esposizione si comunica alla città, in modo che si condivida in modo più ampio possibile. Innanzitutto la comunicazione avviene attraverso le reti dei soggetti mappati.
In questo stadio conviene attivare la collaborazione con soggetti che di professione svolgono attività di ricerca: università, centri studio, fondazioni etc… e gli uffici del comune.
Si giunge così a un protocollo di intesa che è bene sia firmato da tutti i soggetti promotori riuniti intorno all’Ambasciata: in esso si definiscono gli obbiettivi, l’impegno e le modalità della partecipazione di ciascuno.
 Dunque si avvia la fase 2, il FORUM.
Le organizzazioni mappate sono invitate al Forum, al quale partecipano fino a 100 soggetti. Per partecipare al Forum, ogni organizzazione dà incarico formale a un proprio membro. L’Ambasciata individua con i partner e i mappatori, i TEMI EMERGENTI su cui impostare il Forum. Si tratta delle aree critiche e strategiche che la mappatura permette di leggere e, attraverso l’esposizione, rendere riscontrabile ai partecipanti e alla città. Così come per la fase 1 si è formata una squadra di operatori diretti, i mappatori, altrettanto occorre predisporre per il Forum; occorre infatti individuare i FACILITATORI, ruolo cui possono candidarsi naturalmente anche gli stessi mappatori. Si tratta di persone il cui compito è di coordinare le attività dei tavoli di lavoro, che si costituiscono durante il processo di svolgimento del Forum.
Il Forum si svolge in uno spazio in cui si possa organizzare anche la sessione plenaria, oltre che i 10 simultanei e separati tavoli di lavoro. La plenaria si svolge disponendo le sedute in un circolo al centro del quale si colloca un dispositivo simbolico: il simbolo del Terzo Paradiso formato da cubi recanti ciascuno uno dei 17 obbiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU, ad esempio, è stato impiegato nel primo Forum, svolto a L’Avana nel novembre 2016. I primi due giorni del Forum affrontano le questioni che articolano in forma di domanda i temi emergenti. Alternanza di sessione plenaria e di tavoli di lavoro Facilitati.
Il Forum si chiude il terzo giorno con una sessione pubblica nella quale si presenta la CARTA del FORUM, una lista di proposizioni e intenzioni progettuali nella quale si riconoscono i partecipanti. Questa Carta è lo strumento essenziale per la continuazione del percorso.
 Con essa si dà avvio alla fase 3, il CANTIERE.

Il Cantiere di Alghero al lavoro, giugno 2018

Il Cantiere segue due linee di sviluppo parallele e in alcuni passaggi anche coincidenti.
La prima è la linea della NEGOZIAZIONE INTERNA. Ogni partecipante al Forum, rientra nella propria organizzazione e presenta la Carta del Forum. Ne segue un processo di discussione all’interno di ogni organizzazione. Le proposizioni sono accolte, scartate, confutate, modificate, arricchite. Qui si articola il primario canale di impatto del percorso demopratico. L’Ambasciata tiene i contatti con tutti i 100 soggetti che hanno partecipato al Forum, ascolta e raccoglie il loro riscontro sulla continuazione del lavoro all’interno della propria organizzazione.
La seconda linea di sviluppo del Cantiere è rappresentata dai FORUM INTERMEDI, gruppi di lavoro organizzati dall’Ambasciata in base a caratteristiche specifiche come tematiche, natura delle organizzazioni, opportunità di progetti comuni, e altre possibili ragioni che permettono di costituire gruppi di lavoro ristretti (fino a una ventina di organizzazioni). I Forum intermedi si costituiscono e incontrano allo scopo di perseguire obbiettivi che superano i confini delle singole organizzazioni.
Fondamentale nei Forum intermedi è la partecipazione delle università, centri studio, fondazioni di ricerca. Esito finale o obbiettivo dei Forum Intermedi è una proposta articolata e circostanziata che l’Ambasciata e i partner coinvolti possano portare alle istituzioni.
Occorre anche prevedere che, con la crescita dei Forum nelle diverse località, si attivi un meccanismo di scambio e integrazione per cui partecipanti ai Forum di un luogo siano invitati a partecipare a Forum di altri luoghi, apportando e acquisendo reciprocamente le esperienze realizzate.
Infine il percorso demopratico entra nella fase 4, quella del RACCORDO con la compagine istituzionale. All’interno di ogni Forum e del relativo cantiere maturano esperienze in relazione ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite; è dunque questa l’organizzazione politica cui raccordare gli avanzamenti, attraverso i suoi referenti regionali e settoriali.
Parallelamente al raccordo con la massima organizzazione politica mondiale, il processo demopratico può connettersi al sistema istituzionale locale attraverso il suo primo organo di governo: il consiglio comunale. I modi con cui articolare questa congiunzione operativa possono essere definiti caso per caso.

 

Strumenti e metodi
Nel corso dell’intero processo demopratico l’Ambasciata si dota di vari strumenti, alcuni dei quali sono già stati sviluppati nelle esperienze condotte dal 2015 al 2018 e tuttora in corso a Cuba, Milano, Melbourne, Alghero, Roma, Ubud (Bali).
Il metodo di base è il principio della Trinamica, in conseguenza del quale le deliberazioni di un Forum sono raggiunte per via del confronto tra diverse e anche opposte visioni, secondo il metodo della sintesi tra tesi e antitesi. Non appena esse siano definite e articolate nel corso del processo del Cantiere, assumono la natura di tesi, e nel prosieguo saranno portate ai nuovi Forum a confrontarsi con altre diverse posizioni. Questo principio è posto a garanzia della pluralità, del non-dogmatismo, della inclusione, della diversità.
Sono inoltre stati considerati molto efficaci i seguenti metodi:
il CENSIMENTO: una costante rilevazione del numero di organizzazioni partecipanti e dei loro iscritti, strumento essenziale per la legittimazione e la valutazione dell’impatto;
il BOLLETTINO: una forma di racconto (digitale e/o cartaceo) che documenti ogni attività.

 

Cittadellarte e l’Organizzazione delle Nazioni Unite
Cittadellarte ha costituito una duratura relazione con le Nazioni Unite: nel 2016, nella sede di Ginevra, in occasione del 70° anniversario della fondazione delle stesse Nazioni Unite, è stato realizzata l’installazione permanente Rebirth-Third Paradise, con la disposizione di 193 pietre cubiche di 50 cm. di lato, donate in larga parte dagli stati membri, ciascuna recante inciso il nome di uno di essi. Le pietre compongono il simbolo del Terzo Paradiso.
Il Simbolo del Terzo Paradiso è un segno formula, in quanto esprime il teorema della Trinamica: “La Trinamica è la dinamica del numero tre. È la combinazione di due unità che dà vita a una terza unità distinta e inedita. Nella Trinamica il tre rappresenta sempre una nascita, che avviene per combinazione fortuita, o voluta, fra due soggetti. La Trinamica si attua nel processo di: congiungimento, connessione, combinazione, coniugazione, interazione, fusione di due elementi in sé semplici o complessi. Il fenomeno trinamico avviene in chimica e in fisica, si estende nella fisiologia dei corpi e arriva a comprendere la vita sociale nei suoi aspetti culturali, politici, economici e religiosi… La Trinamica è la scienza delle relazioni e degli equilibri. Ma soprattutto, è il principio della creazione.”

 

 

Si può quindi affermare che i Forum e i Cantieri sono i dispositivi che attivano il tessuto sociale nei loro contesti locali, dando alle organizzazioni più diverse la possibilità di riconoscersi come un demos e contestualmente permettendo agli attivisti e agli artivisti di agire simultaneamente su tre piani: quello personale, quello sociale (in quanto membro di un’associazione, impresa, ONG ecc.) e quello collettivo (in quanto egli stesso facente parte di una collettività). Questa forma di impegno diretto e attivo quotidiano del cittadino apre la via che conduce dalla democrazia alla demopraxia.

Forum e Cantieri, quindi, sono i laboratori vivi di un esperimento sociale, artistico e culturale che risponde alla profonda necessità di cambiamento dei modi in cui viviamo in ogni ambito della nostra vita, dal lavoro alla città in cui abitiamo, dalla famiglia all’ambiente di lavoro, dalla piazza del mercato alle assemblee delle organizzazioni in cui portiamo la nostra soggettività.

 

Estratto dal libro-manifesto di Michelangelo Pistoletto “Ominiteismo e Demopraxia”, edito da Chiarelettere

[…] Che cosa sono e come si organizzano i Forum e i Cantieri? Le Ambasciate ne conducono la regia. Innanzitutto individuano associazioni di categoria e di ogni altro genere, istituzioni, fondazioni, imprese, organizzazioni pubbliche e private, profit e no profit, enti, comitati, circoli, gruppi di lavoro e ogni altro tipo di organismi che raggruppino gli individui su degli specifici argomenti e interessi nel territorio in cui opera l’Ambasciata Rebirth-Terzo Paradiso. Quindi invitano un o una rappresentante per ciascun organismo a partecipare al Forum. Questo si sviluppa in un incontro di tre giorni. Come base di intesa, vengono individuati degli argomenti di interesse generale, tra cui i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite. Partendo da questi obiettivi si scelgono dei temi specifici, maggiormente rilevanti nel territorio. I lavori del Forum si svolgono alternando sessioni plenarie a tavoli composti da massimo dieci persone a cui siedono i rappresentanti di ciascun organismo. Ogni tavolo, coordinato da un facilitatore o una facilitatrice, raccoglie le istanze, i problemi, le esperienze e le proposte dei partecipanti ed espone, in plenaria, le intese raggiunte, che vengono confrontate con quelle degli altri tavoli. Le proposte risultanti, una volta inquadrate, si combinano in un programma che si realizza nei dodici mesi seguenti: tale programma di attività articolate e condivise prende il nome di Cantiere. Il Cantiere procede interconnettendosi con molte e diverse realtà del tessuto sociale, nell’impegno di realizzare le proposte emerse dal Forum e di assumerne altre in corso d’opera. Al termine dell’anno di lavoro è previsto un altro Forum in cui si portano i risultati raggiunti dal Cantiere. L’alternanza Forum-Cantiere prosegue nella connessione continua dei diversi organismi del tessuto sociale.
I partecipanti al Forum, a differenza degli eletti nel sistema dei partiti, non si separano, né acquisiscono indipendenza dall’organismo che rappresentano in quanto non possono che continuare a farne parte, riportando al Forum le necessità provenienti dalla propria organizzazione e a essa i risultati del Forum. Nell’esperienza fatta finora, un numero opportuno si è dimostrato essere quello di circa cento partecipanti, ciascuno dei quali rappresenta un organismo che può raggruppare decine, centinaia o migliaia di persone. I Forum messi in connessione fra loro coinvolgono pian piano l’intera società, toccando così tutti gli aspetti della vita comune.
I Forum e i Cantieri sono portatori di istanze e proposte destinate a orientare le scelte nelle sedi parlamentari e governative. Questo sistema si integra con le articolazioni istituzionali amministrate da persone elette dal popolo, con metodi alternativi a quelli partitici.
In questo modo, i cittadini che lavorano insieme nei Forum e nei Cantieri riempiono lo spazio vuoto che li separava dalle istituzioni di governo a cui forniscono proposte e su cui esercitano il controllo. Tale pratica sostituisce l’impianto partitico. E questo è un cambiamento fondamentale dell’intero sistema politico perché porta all’attuazione della Demopraxia. Infatti esso permette a ciascuno di avere un ruolo politicamente attivo sia nel proprio territorio, con le proposte che può portare direttamente, sia nella società allargata, attraverso le combinazioni che si producono nella partecipazione estesa a tutti.

 

Il Manifesto “Ominiteismo e Demopraxia” è un libro edito da Chiarelettere, prima edizione ottobre 2017.

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